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Cos’è il Coronavirus?

Cos’è il Coronavirus?

Cos’è il Coronavirus?

I coronavirus sono un genere di virus a RNA.

I coronavirus sono responsabili di patologie nei mammiferi e negli uccelli che comportano il verificarsi di diarrea nelle mucche e nei suini e di malattie respiratorie delle vie superiori nei polli. Nell’uomo, provocano infezioni respiratorie, spesso di lieve entità come il raffreddore comune, ma in rari casi potenzialmente letali come polmoniti e bronchiti. I coronavirus sono stati responsabili delle gravi epidemie di SARS del novembre 2002, di quella della MERS del 2012 e della polmonite di Wuhan del 2019-2020. A gennaio 2020, non esistono vaccini o farmaci antivirali per la prevenzione o per il trattamento considerati validi dalla comunità scientifica. Alla stessa data si conoscono sette ceppi di coronavirus in grado di infettare gli umani.

Il nome “coronavirus” deriva dal termine latino “corona”, a sua volta derivato dal greco, significa “corona” o “aureola”. Ciò si riferisce all’aspetto caratteristico dei virioni (la forma infettiva del virus) visibile al microscopio elettronico, che presenta una frangia di grandi proiezioni superficiali bulbose che creano un’immagine che ricorda una corona reale o della corona solare. Questa morfologia è dovuta ai peplomeri virali del picco (S), che sono proteine che popolano la superficie del virus e determinano il tropismo nell’ospite.

I coronavirus sono stati scoperti negli anni Sessanta dalle cavità nasali dei pazienti con raffreddore comune.

Il 31 dicembre 2019 è stato segnalato un nuovo ceppo di questo virus a Wuhan, in Cina. Al 15 febbraio 2020 risultano 1.527 decessi e circa 67.097 casi accertati a livello globale conseguenti all’epidemia portando il governo cinese a chiudere scuole e università. Il ceppo di Wuhan è stato identificato come un nuovo ceppo di ?-CoV dal Gruppo 2B con una somiglianza genetica del 70% circa rispetto al SARS-CoV. Il nuovo ceppo, di conseguenza, è stato nominato SARS-CoV-2.

Il nome del virus deriva dalla classica forma apprezzabile al microscopio elettronico a trasmissione a “corona”.

Si ritiene che i coronavirus causino una percentuale significativa di tutti i raffreddori comuni negli adulti e nei bambini. I sintomi che si riscontrano più frequentemente sono febbre e adenoidite acuta con maggior incidenza durante l’inverno e l’inizio della primavera.[6] In molti casi i coronavirus possono causare polmonite, polmonite virale diretta o polmonite batterica secondaria; inoltre possono portare anche allo sviluppo di bronchite, bronchite virale diretta o bronchite batterica secondari. Il coronavirus umano scoperto nel 2003, SARS-CoV, causa una grave sindrome respiratoria acuta (SARS), ha una patogenesi unica perché causa infezioni del tratto respiratorio superiore e inferiore.

A gennaio 2020 sono conosciuti 7 ceppi di coronavirus in grado di infettare gli umani:

La patologia portata da questo virus è nella stragrande maggioranza dei casi indistinguibile da un semplice raffreddore da rhinovirus (rinorrea, ostruzione delle coane, starnuti, febbricola); tuttavia fa parte di questo genere il temibile virus della SARS che nel 2003 provocò la morte di 775 persone nel mondo. I coronavirus sono responsabili del 20% delle polmoniti virali.

La variante SARS dei coronavirus, apparsa inizialmente in Cina nella provincia del Guangdong nel novembre 2002 e isolata per la prima volta l’anno successivo, ha le stesse identiche caratteristiche morfologiche degli altri coronavirus, ma sembra sia una specie del tutto nuova derivata probabilmente da un serbatoio animale (non ancora noto) che ben si è adattato all’uomo.

Tra i fattori che il virus della SARS utilizza per incrementare notevolmente la sua virulenza rispetto agli altri coronavirus, c’è un potente sistema di inibizione dell’interferone.

Un altro focolaio pericoloso provocato da un diverso ceppo di coronavirus ha avuto inizio nel giugno 2012 in Arabia Saudita. La malattia è stata perciò indicata col nome di sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus o MERS (dall’acronimo in inglese). Sono stati accertati con test di laboratorio almeno 2000 casi nel mondo, di cui oltre i 3/4 in Arabia Saudita; fino al giugno 2015 c’erano già stati oltre 500 morti (su circa 1500 casi registrati fino a quella data).

Un terzo focolaio pericoloso è apparso sul finire del 2019 a Wuhan in Cina. I primi riscontri di laboratorio indicano che si tratta di un Coronavirus molto affine a quello che provocò la SARS.[14] La malattia che ne scaturisce è stata chiamata COVID-19.

I ceppi causa dei suddetti focolai appartengono tutti e tre al genere Betacoronavirus.

Trasmissione

La trasmissione dei coronavirus tra umani avviene principalmente attraverso le goccioline respiratorie (droplet) emesse da un individuo infetto mediante tosse o starnuti che, successivamente, vengono inalate da un soggetto sano che si trovi nelle vicinanze. Non è chiaro se sia possibile infettarsi anche dopo aver toccato superfici od oggetti ove sia presente il virus e portando successivamente le mani verso la propria bocca o verso il naso o gli occhi.

Sebbene i virus respiratori siano trasmissibili solitamente quando il soggetto malato presenta anche i sintomi, sembrerebbe che il coronavirus SARS-CoV-2 possa diffondersi anche in occasione di un contatto ravvicinato con un paziente asintomatico.

Consigli operativi

Per i viaggiatori all’estero in generale e per coloro che viaggiano verso le aree a rischio identificate dall’OMS, valgono attualmente le raccomandazioni standard di prevenzione delle infezioni (cfr. linee guida OMS), estese a qualunque viaggio previsto di qualunque durata, in tutto il sud-est asiatico:

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone o soluzioni alcoliche per almeno 20 secondi;
  • lavare spesso le mani con acqua e sapone o soluzioni alcoliche per almeno 20 secondi;
  • evitare il contatto ravvicinato soprattutto con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie acute;
  • evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con le mani;
  • coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce;
  • non prendere farmaci antivirali e antibiotici a meno che siano prescritti dal medico;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  • usare la mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistano persone malate;
  • i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi;
  • contattare il numero verde 1500 se si ha la febbre o tosse e si sia rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni;
  • gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.

 

Per approfondimenti dei punti precedenti si rimanda all’allegato, disponibile in forma più ampia al seguente link: http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp

 

Identificazione dei casi sospetti

La circolare del Ministero della salute prevede due possibili tipologie di casi sospetti:

A – Persona con infezione respiratoria acuta grave (febbre tosse e che ha richiesto ricovero ospedaliero) senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica, con almeno una delle seguenti condizioni:

1) storia di viaggi o residenza in aree a rischio della Cina nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia

2) essere stato un operatore sanitario che ha lavorato in un ambiente dove si stanno curando pazienti con infezioni respiratorie acute gravi ad eziologia sconosciuta.

B – Persona con malattia respiratoria acuta con almeno una delle seguenti condizioni:

1) contatto stretto con un caso probabile o confermato di infezione nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia

2) visitato o lavorato in un mercato di animali vivi a Wuhan nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia

3) lavorato o frequentato una struttura sanitaria nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia dove sono stati ricoverati pazienti con infezioni da coronavirus.

In sintesi, secondo le indicazioni internazionali viene considerato caso sospetto, un paziente con malattia respiratoria acuta (tosse, febbre) con associato uno qualsiasi dei seguenti requisiti:

  • Storia di viaggi a Wuhan (provincia di Hubei Cina), nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • Contatto stretto* con un caso confermato o probabile di malattia da Covid 19

 

*Per “contatto stretto” si intende:

  • Lavorare a stretto contatto o condividere la stessa classe scolastica con un paziente con Covid 19
  • Viaggiare con un paziente con infezione da nCoV, con qualsiasi mezzo di trasporto.
  • Vivere nella stessa casa di un paziente con infezione da nCoV.

 

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